Pubblicato da: NonSoloCinema | 23/05/2010

Recensione: The Book Of Eli

La penna che ferisce più della spada.

Quanto può arrivare ad essere potente e persuasivo un libro? La potenza delle parole e quella temporale che si uniscono in connubio. Ecco che mi trovo a commentare questo bel film diretto dai fratelli Hughes (dei quali ho visto solo il mediocre “Jack Lo Squartatore” del 2001 con Johnny Depp), cui partecipano Denzel Washington, Gary Oldman e la (stavolta) apprezzabile Mila Kunis.

In un’ America post-apocalittica alla Mad Max, un’ uomo in costante movimento da 30 anni verso Ovest si ritrova in una città cui a capo regna un dittatore alla ricerca di un libro speciale. Quando scopre che il libro è possieduto proprio dal nuovo arrivato, scatta la caccia all’ uomo.

Il dittatore (Gary Oldman) conosce bene le potenzialità del libro in questione in quanto prima dell’ Apocalisse (probabilmente un bombardamento atomico su larga scala, che ha fatto “cadere il sole sulla terra”) questo libro aveva permesso a pochi di avere il controllo su molti. Vi viene in mente qualcosa?

Il personaggio interpretato da Gary Oldman lo spiega bene:

“IT’S NOT JUST A FUCKING BOOK, IT’S A WEAPON AIMED AT THE HEARTS AND MINDS OF THE WEAK AND DESPERATE, IF WE’RE TO RULE ONE MORE SMALL FUCKING TOWN, WE NEED THAT BOOK, PEOPLE WILL COME FROM ALL OVER THE WORLD IF THE WORD’S FROM THE BOOK!”

Dopo l’ attacco nucleare gli speranzosi dittatori hanno distrutto tutti i libri in quanto la conoscenza rappresenta pericolo nei confronti di chi vuole importi il suo volere. Tutti i libri bruciati, anche quello che trasporta Denzel Washington di cui lui però ha una copia “speciale”.

La sua missione è viaggiare ad Ovest per portare il libro in un posto sicuro.

Ovviamente parliamo della Bibbia, le cui parole hanno per secoli garantito il potere (soprattutto economico) di coloro che hanno saputo farne uso.

The Book Of Eli è una bella sorpresa, ottima la scenografia con un uso moderato del CGI, ottimo Denzel Washington come al solito e bravo anche Gary Oldman nel ruolo del dittatore che legge la Biografia di Mussolini nei momenti liberi. La regia è pacata ed esauriente, non ci si perde mai nei meandri filosofici troppo complessi come capita in film del genere che spesso rendono la pellicola noiosa.

Il finale poteva essere diverso secondo me, ma tutto sommato un film carino, ben fatto che lascia ben intendere un messaggio di fondo che sempre dovremmo tenere a mente: la conoscenza è importante tanto quanto l’ uso che se ne và a fare.

Il mio giudizio è un bel 7/10

Ecco il Trailer ed un paio di immagini.

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